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Sei veramente convinto che i pazienti capiscono i piani di cura che gli proponi?

Il tuo paziente entra in visita, lo accogli, gli fai le tue domande di rito,
lo visiti e poi con dovizia di particolari gli spieghi il piano di cura che,
dal tuo punto di vista, è ottimale per curare la sua salute orale.

Chiedi al paziente se è tutto chiaro.

Lui ti dice che è tutto chiaro.

Finisce la visita, gli presenti il preventivo e ti dice che deve pensarci.

Quante volte negli anni ti sarà successo?

Molto probabilmente sei stato vittima inconsapevole di quella
che viene chiamata Asimmetria Comunicativa.

E’ quel tipo di comunicazione in cui sono presenti due parti in cui
una di queste ha un ruolo dominante rispetto all’altra.

Questo è ben espresso nella comunicazione medico-paziente.

Tu come medico sei particolarmente preso dal predisporre il piano di cura ideale, pensi di parlare in maniera semplice e comprensibile ma il tuo paziente non capisce alcune parole tecniche che a te sembrano alla portata di tutti,
ma così non è.

Ricordati che molte persone non del settore, anche acculturate,
confondono ancora odontoiatra e odontotecnico.

Non c’è peggior cosa di sentirsi ignoranti.

Proprio per questo molte persone si vergognano nel fare delle domande
per paura di sentirsi stupidi, ignoranti e quindi se devono scegliere preferiscono non fare nessuna domanda e tenersi i loro dubbi.

Nulla è peggio che far sentire una persona a disagio per una sua mancanza quando comunichiamo con lui.

Una delle cose che tendo sempre a sottolineare quando parlo di comunicazione medico-paziente è il tipo di comunicazione che dovrebbe essere intrattenuta.

Specialmente in Prima Visita dove è fondamentale riuscire
a far comprendere il Valore della tua proposta.

Valore non inteso come la qualità del servizio che eroghi, ma di come
il piano di cura che gli stai proponendo cambierà in meglio la vita
di quel paziente.

Se il paziente non riesce a vedere il suo problema molto probabilmente glisserà, prenderà tempo, ti dirà che di deve pensare o farà delle obiezioni di prezzo.

Tutto questo perché è venuto a mancare l’ingrediente primario:
la comunicazione.

Comunicare non vuol dire parlare, non solo quello.

Comunicare equivale a mettere in comune l’esperienza e la professionalità dell’odontoiatra con quella del paziente.

Comunicare vuol dire comprendere le aspettative e motivazioni che muovono
il paziente.

Tutto questo attraverso delle semplici tecniche.

Se comprendi questo e, soprattutto, sai come metterlo in pratica avrai già fatto un bel pezzo di lavoro per colmare l’asimmetria comunicativa evitando
di sentirti dire che costi troppo o che ci deve pensare.

Non so tu, ma molti tuoi colleghi, pensano che utilizzare delle tecniche
di comunicazione efficace sia il lasciapassare per “vendere” il piano di cura
e mettere il paziente in una condizione di sudditanza psicologica
e relazionale tale da fargli fare quello che lui, o lei, non vuole.

Come sempre ogni pratica o tecnica può essere utilizzata in modo etico o meno.

Qui sia ben chiaro parliamo SOLO e UNICAMENTE di pratiche fatte in piena ETICA.

Nessuna circonvenzione di incapace.

Una corretta comunicazione ha come scopo l’esatto opposto: mettere
il paziente in grado di poter scegliere in maniera informata e cosciente.

E per farlo devo conoscere i giusti modi e allenarmi a farlo.

Queste e tante altre tecniche possono essere apprese in maniera semplice.

Faccio questo da anni e aiuto i miei clienti a migliorarsi sotto questo
e tanti altri aspetti della Prima Visita.

Se desideri avere maggiori informazioni compila il form qui sotto

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