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Comunità di Mutuo Soccorso

Ho la fortuna di avere come partner nel mio percorso consulenziale
diversi studi odontoiatrici fatti di persone, ognuna a loro modo diversa
e speciale.

Gli studi, e soprattutto il clima che si vive e si respira al suo interno,
altro non sono che la materializzazione, l’espressione,
dei pregi e difetti del titolare.

Come si suol dire…

l’impresa è lo specchio dell’imprenditore

si potrebbe anche dire che…

lo studio è lo specchio del titolare medico

Quindi, a volte, mi capita di avere a che fare con situazioni difficili, titolari
con un carattere non facile, demotivatori inconsapevoli del loro team,
altre volte con persone che si rendono conto dei propri limiti ma non riescono
a superarli, e chiedono aiuto, altre ancora davanti a persone che vanno d’amore e d’accordo, dove l’ambiente è piacevole e si respira l’aria di famiglia.

Non ti viene il patema d’animo o il mal di pancia al sol pensiero
di andare a lavoro.

Beh, stare in questi posti e lavorare con queste persone è come avere sempre nelle orecchie una musica splendida che ti irradia e ti accompagna.

Ascolta Erik Satie Gymnopédies 1-3 per capire di cosa parlo.
Poi i gusti sono gusti eh!

E’ piacevole perché noti subito la luce brillante negli occhi e nelle voci
delle persone con cui parli, la propensione all’ascolto,
la voglia di crescere e mettersi in gioco.

Inutile negarlo, nella maggior parte dei casi, i consulenti come me
sono visti dai dipendenti come una seccatura, e non li biasimo,
perchè oltre alla normale attività quotidiana, per loro siamo
un ulteriore carico di lavoro e responsabilità…almeno all’inizio.

Nell’organizzare lo studio la cosa più difficile da fare non è la creazione
dei protocolli
, quelli più che altro sono lunghi, ma riuscire a generare motivazione nel titolare e nei propri collaboratori e dipendenti.

Lo vedi proprio quando una persona torna a essere coinvolta come si accende. 

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La somma del valore è più alta di quella aritmetica

Altra cosa importante è far ragionare le persone in un’ottica di team
e non di singolo individuo, e qui vengo al punto per cui ho voluto
dare questo titolo al mio articolo.

Cito testualmente da Wikipedia:

Le Società operaie di mutuo soccorso sono associazioni nate per sopperire alle carenze dello stato sociale ed aiutare così i lavoratori a darsi un primo apparato di difesa, trasferendo il rischio di eventi dannosi (come gli incidenti
sul lavoro, la malattia o la perdita del posto di lavoro).

Sopperire alle carenze dello stato sociale…come sopperire alle carenze
che potrebbero esserci, e sicuramente ci saranno, nei protocolli creati.

Il mutuo soccorso nel venire incontro al titolare, alla propria collega,
a un collaboratore o fornitore.

Aiutare e aiutarsi per creare qualcosa che sia semplicemente 1+1= 2,
ma faccia 3, o 4, o 10!

Venire in aiuto, non far finta che una cosa non ci tocchi perché appena
finisce l’orario di studio dobbiamo scappare via.


Lasciare la scrivania della segretaria in ordine per la collega del turno successivo, non dimenticare i passaggi di consegna, pulire e far partire l’autoclave per il giorno seguente, o semplicemente non girarsi facendo
finta di nulla quando vediamo che un collega ha bisogno di una mano
e pensiamo che non è il nostro ruolo o abbiamo terminato il turno.


Aiutarsi, venirsi incontro, sopperire alle mancanze del sistema,
che non è infallibile, per generare l’ottimo che solo il tocco, l’empatia
e la sensibilità umana possono dare a dei processi di lavoro.

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Mutuo Soccorso e Senso di Appartenenza nello studio dentistico


Il mutuo soccorso nel venirsi incontro e nel creare una squadra di cui essere felici e andare fieri.

Quando durante la mia consulenza analizzo o creo con il titolare Valori e Regole dello studio, quella che forse mi piace di più è il Senso di appartenenza.

Il senso di appartenenza che puoi avere per la tua squadra del cuore,
dove se vincono vinci, se perdono sei triste, quando fanno la campagna
acquisti e come se i soldi fossero i tuoi.


Beh! A questo punto cerchiamo di creare un clima dentro il tuo studio
dove sia forte e radicato questo senso di appartenenza.

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La Legge del Contadino applicata allo studio dentistico

E per esserlo devi adottare la “Legge del Contadino”: non s’è mai visto crescere un ortaggio o  frutto senza che il contadino abbia tolto le erbacce, rigirato la terra, concimato, seminato e innaffiato costantemente, insomma senza che si sia preso cura di loro.

Se ci pensi è una cosa del tutto scontata ma che noi tendiamo
a non applicare in studio.


Pensiamo che le persone siano, e rispondano, come le macchine
o come i protocolli, ma non è così.

E allora devi essere conscio che ogni giorno quando entri in studio
devi essere tu il primo a dare la carica, il primo ad avere delle buone parole
per i tuoi dipendenti e collaboratori, il primo a notare le cose buone fatte
e non a mettere costantemente l’accento solo sulle cose fatte male o non fatte.

Devi essere il primo a mettere in pratica la legge del contadino e a innaffiare
con generosità il tuo team di incoraggiamento, esempi concreti e ascoltando attivamente quello che ti dicono.

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5 Consigli utili per la gestione del tuo team odontoiatrico


E siccome lo sai che, oltre a tentare di darti qualche buon consiglio sulla base di quella che è la mia piccola esperienza, ci tengo anche a darti qualche punto che, se sei una persona che tende a vedere più il bicchiere mezzo vuoto, potrebbero tornarti utili questi cinque consigli:

  1. Quando noti qualcosa fatto bene (non deve essere perfetto) complimentati con la persona.
  2. Non riprendere o fare rimproveri a dipendenti e collaboratori davanti ai pazienti. Se noti che qualche tuo dipendente/collaboratore lo fa parlagli e chiarisci che è una cosa che non deve essere fatta.
  3. Se devi riprendere un dipendente/collaboratore fallo in privato.
  4. Quando riprendi qualcuno inizia con qualcosa che ha fatto bene, parlagli dell’area di miglioramento (ciò per cui lo stai riprendendo) essendo molto preciso nell’identificare cosa non è stato fatto bene e quali sono le tue aspettative in merito allo svolgimento di quel compito/mansione.
  5. Non saltare a conclusioni azzardate e chiedi prima alla persona come mai ha fatto quella scelta e non quella corretta.

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Spero di esserti stato utile e di averti dato un nuovo punto di vista e qualche spunto di riflessione su come gestire il tuo team.

Buon lavoro!
Toshiro

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